C’è una biblioteca che ci aspetta


Una biblioteca è un servizio finalizzato a soddisfare bisogni informativi quali studio, aggiornamento professionale o di svago di una utenza finale individuata secondo parametri predefiniti, realizzato sulla base di una raccolta organizzata di supporti delle informazioni, fisici (libri, riviste, CD, DVD) o digitali (accessi a basi di dati, riviste elettroniche).


Si considerano biblioteche tanto le raccolte costituite da enti privati e pubblici quanto quelle costituite da privati per uso personale.

Classificazione
Biblioteca statale: biblioteca creata dallo Stato, da cui dipende. In molti Paesi, tra cui l’Italia, sono classificate come biblioteche statali le tre tipologie seguenti:
Biblioteche nazionali: biblioteche pubbliche che svolgono funzioni di particolare importanza in materia di catalogazione e organizzazione dei servizi bibliografici di un Paese. In ogni nazione è lo Stato che designa le biblioteche che svolgono questo particolare ruolo. Alcune di esse hanno il compito di conservare la produzione libraria e periodica nazionale per diritto di stampa. In Italia sono due: la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e quella di Roma.
Biblioteche universitarie;
Biblioteche annesse ai monumenti nazionali.

Biblioteca associata: biblioteca che fa parte di un sistema bibliotecario ma conserva autonomia gestionale e amministrativa.


Biblioteca privata: raccolta libraria sostenuta da fondi privati con accesso pubblico (in alcuni casi l’accesso è riservato ai dipendenti di una società o ai membri di un’organizzazione);


Biblioteca comunale o civica: biblioteca creata da un comune per rispondere ai bisogni della popolazione amministrata;


Biblioteca per ragazzi: raccolta libraria di opere dedicate ai più giovani, inserita in un ambiente adatto a creare un piacevole incontro con la lettura;


Biblioteca ecclesiastica: biblioteca dipendente da un’autorità ecclesiastica, che la gestisce coi suoi fondi;


Biblioteca circolante: automezzo attrezzato con una raccolta di libri; può essere utilizzato nelle fiere e nei mercati;

Biblioteca di ospedale: collocata all’interno di un nosocomio, con lo scopo di provvedere alle esigenze informative del personale medico e paramedico;


Biblioteca di Istituto penitenziario: collocata all’interno delle carceri;


Biblioteca d’istituto: atta a soddisfare le esigenze del personale (docente e discente) di un istituto universitario o di altro ente accademico;


Biblioteca scolastica: biblioteca degli istituti d’istruzione primaria, secondaria di primo e secondo grado, riservata a studenti, docenti e personale in servizio nella scuola di riferimento.


Biblioteca di famiglia: raccolta di opere e documenti bibliografici che formano il patrimonio di una famiglia e rappresentano gli interessi dei suoi componenti.


Lo sviluppo delle biblioteche pubbliche si intensifica in Italia a partire dagli anni 1970, in relazione alla legge n. 382/1975 sull’ordinamento delle Regioni che, in attuazione dell’articolo 117 della Costituzione, trasferiva alle Regioni le competenze sulle biblioteche di ente locale e sullo sviluppo della scuola dell’obbligo e della scolarizzazione. Dagli anni 1980 si assiste ad un crescente sviluppo dell’utilizzo del computer per l’informatizzazione dei cataloghi e per la gestione del prestito; oltre ai software gestiti su mainframe la diffusione dei pc favorisce l’automazione di piccole biblioteche.

Con lo sviluppo di Internet alla fine degli anni 1990, il servizio si estende anche alla messa a disposizione degli utenti di selezioni tematiche di siti web di qualità ed a molte iniziative di alfabetizzazione su Internet per gli utenti. E successivamente all’avvento della biblioteca digitale.
In Italia il Codice dei beni culturali del 2004, all’articolo 101, definisce: “biblioteca”, una struttura permanente che raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio.


Come insegnano le esperienze del Nord Europa gli Idea Store della Gran Bretagna, le Living Library danesi, o la Information Gas Station di Helsinki sono punti di ritrovo per gruppi di cittadini, che ospitano iniziative culturali e sociali di ogni tipo, dall’assistenza ai consumatori ai corsi di yoga, ai dibattiti pubblici.

Non sono le storiche biblioteche dove una parte del patrimonio è musealizzato ma proprio le comunali, con il sostegno delle Regioni, a doversi trasformare.


Probabilmente non immaginate quanti servizi offrano: è giunto il momento di tornare a frequentarle.


Secondo Eric Klinenberg, uno dei più influenti e ascoltati sociologi d’America, le biblioteche pubbliche sono un’infrastruttura sociale fondamentale. “Palazzi per il popolo”, li ha definiti, mutuando una vecchia definizione del filantropo d’inizio ‘900 Andrew Carnegie. Le biblioteche non sono soltanto depositi di libri, ma anche luoghi di incontro, confronto, crescita, svago, coesione sociale, sui quali governi e amministrazioni dovrebbero investire e che probabilmente dovremmo noi tutti tornare a frequentare nel tempo libero.

L’offerta dei libri non è solo cartacea: ci sono anche i libri digitali. Grazie alla rete SBN, il Servizio bibliotecario nazionale, potete accedere al catalogo di tutte le biblioteche italiane collegate, quasi 5 mila. È un sistema in grado di rintracciare in tempo reale qualunque “oggetto bibliografico” (anche materiale antico, registrazioni audio e video, giornali) tra gli oltre 12 milioni catalogati.


Un’altra opportunità da conoscere è il prestito interbibliotecario digitale, che vi fa accedere al catalogo degli ebook, sempre più ampio negli ultimi anni, con ricerca ottimizzata per scaricare il contenuto senza attese, due settimane di tempo per leggere e restituzione automatica del volume allo scadere del prestito.

La biblioteca è un luogo di fiducia reciproca, si possono prendere libri in prestito oppure ci si può semplicemente rilassare. In altre parole, è il luogo più libero e popolare del mondo, progettato perché tutti abbiano libero accesso all’informazione.


Chiunque è libero di entrare in una biblioteca e di goderne i servizi: sale riunioni, spazi di co-working per i freelance. È un vero luogo pubblico e libero: nessuno ne è il proprietario, tutti ne possono usufruire.


Può essere, quindi, un presidio nel contrasto alla povertà educativa che non consente di sperimentare “il piacere della lettura per piacere”…. Una funzione sociale che va oltre il prestito dei libri. Tutte le biblioteche hanno un ricco calendario di eventi, appuntamenti, occasioni di incontro: consultate quella di quartiere più vicina a voi ed è probabile che troviate qualcosa da fare già questa settimana. Per un focus sull’offerta di biblioteche e bibliopoint a Roma cliccare qui.


La presenza di una rete diffusa di biblioteche pubbliche, accessibili per tutte le ragazze e i ragazzi, può dare un contributo importante nel contrasto alla povertà educativa. A maggior ragione se, come indicato dai dati Istat, una famiglia italiana su 10 non ha nessun libro in casa e circa la metà dei minori non legge.

Famiglie per numero di libri posseduti


Percentuale di minori che hanno letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti

Nel 2017 si osservano i primi segnali di una possibile inversione di tendenza, che andrà monitorata nei prossimi anni. Per adesso siamo ancora al di sotto dei livelli di qualche anno fa. Non va trascurato che questo calo è in parte sovrapponibile agli anni della crisi economica e dell’aumento della percentuale di famiglie in povertà assoluta.

Certo, dal punto di vista dell’abitudine alla lettura, non è solo la presenza in sé di una biblioteca vicino a casa ad avvicinare i più giovani. È necessaria la capacità di coinvolgere i ragazzi, ad esempio integrando alcune attività scolastiche con quelle della biblioteca. Aspetti per i quali la presenza sul territorio può fare da prerequisito.

Talvolta manca la consapevolezza di quanto le biblioteche non siano solo luoghi dove prendere in prestito i libri. Possono essere anche luoghi di aggregazione per i giovani di un quartiere, per ritrovarsi dopo la scuola. Possono offrire a tutti un posto sicuro e tranquillo dove studiare e leggere, o anche solo incontrarsi con gli amici. È un aspetto che rischia di essere sottovalutato: sono tanti i bambini e ragazzi che vivono in case dove manca un posto tranquillo con spazio e luce a sufficienza per fare i compiti. Oppure dove è difficile ospitare i compagni di classe.

Questo problema riguarda soprattutto le famiglie a basso reddito. Perciò anche la presenza fisica di luoghi pubblici e accessibili dove studiare conta nel contrasto alla povertà educativa.

Il tema dei bambini e degli adolescenti che non leggono non può essere derubricato a una questione individuale. La lettura è anche uno strumento di crescita e di emancipazione, ancora più importante per i giovani che provengono dai contesti gravemente deprivati. Nei primi anni, offre al bambino la possibilità di esplorare mondi e storie nuove, stimolandone fantasia e creatività. Più avanti, a scuola, è stata spesso sottolineata la relazione tra lettura e rendimento scolastico. Da adulto, le competenze linguistiche possono diventare un asset decisivo per ottenere un lavoro stabile, e anche per la propria realizzazione e gratificazione personale.

Una delle caratteristiche più odiose della povertà educativa è il suo rapporto con la povertà economica. Le famiglie povere hanno generalmente più difficoltà ad offrire opportunità culturali ed educative ai propri figli. Un meccanismo vizioso, perché rende quasi ereditarie questo tipo di privazioni.

Anche l’accesso alla lettura purtroppo non fa eccezione. Un recente report dell’istituto di statistica ha sottolineato come vi sia un forte effetto familiarità nella lettura. Se i genitori sono lettori, anche i figli leggono (in due terzi dei casi). Al contrario, solo una minoranza (30,8%) dei figli di non lettori legge.

Un aspetto sottovalutato è che innalzare questa percentuale potrebbe avere effetti importanti nel contrasto alla povertà educativa. Un indizio in questo senso ce lo offrono le analisi dei ricercatori dell’Università di Tor Vergata per Save the Children sulla resilienza, ovvero la capacità del minore di reagire positivamente a un contesto difficile o deprivato.

La povertà educativa è particolarmente insidiosa, perché priva i minori delle competenze e delle capacità cognitive e socio-emozionali, fondamentali per crescere e vivere nel mondo della conoscenza e dell’innovazione:
1. Apprendere per comprendere, ovvero per acquisire le competenze necessarie per vivere nel mondo di oggi.
2. Apprendere per essere, ovvero per rafforzare la motivazione, la stima in se stessi e nelle proprie capacità, coltivando aspirazioni per il futuro e maturando, allo stesso tempo, la capacità di controllare i propri sentimenti anche nelle situazioni di difficoltà e di stress.
3. Apprendere per vivere assieme, o la capacità di relazione interpersonale e sociale, di cooperazione, comunicazione, empatia, negoziazione. In sintesi, tutte quelle capacità essenziali per gli esseri umani in quanto individui sociali.
4. Apprendere per condurre una vita autonoma e attiva, rafforzare le possibilità di vita, la salute e l’integrità, la sicurezza, come condizioni “funzionali” all’educazione.

I minori che vivono in famiglie meno abbienti (…) ma che vivono in aree geografiche dove l’offerta culturale e ricreativa è maggiore rispetto alla media nazionale, quindi dove più del 38% dei minori ha svolto almeno 4 attività tra le 7 identificate dall’indice composito Istat (tra cui la lettura), hanno il triplo delle probabilità di essere resilienti, rispetto ai coetanei che vivono in contesti dove l’offerta è limitata.

La resilienza è la capacità di un sistema, sia esso un individuo, una città, una foresta, un’economia, di affrontare i cambiamenti e progredire. Rappresenta la capacità di utilizzare positivamente le crisi, siano esse finanziare o climatiche, per stimolare il pensiero innovativo. Un aspetto cruciale della resilienza è proprio quello del “rimbalzare in avanti”, ovvero affrontare le difficoltà passate, ed uscirne più forti di prima. Trasformare le crisi in opportunità di crescita e benessere.

Il comportamento di lettura tra i più giovani (6-17 anni) è periodicamente monitorato dall’Istat, ed è anche uno degli indicatori alla base dell’indice di povertà educativa elaborato da Save the Children. Questi dati mostrano profonde differenze tra le regioni italiane.


Nel mezzogiorno più minori che non leggono (Fonte: Istat)

Tra il primo e l’ultimo in classifica c’è una differenza di 40 punti percentuali. I minori che non leggono sono infatti meno di un terzo nella provincia autonoma di Trento, mentre superano il 70% in Sicilia. In tre grandi regioni del mezzogiorno, la già citata Sicilia, la Campania e la Calabria, più di 2 bambini e adolescenti su 3 non hanno letto libri nell’ultimo anno. Anche altre regioni del centro-sud, come Puglia, Molise e Lazio hanno una quota di non lettori superiore alla media italiana.

Ma quanto sono diffusi i servizi che possono aiutare a contrastare il fenomeno, come le biblioteche?
Una premessa è necessaria. Di per sé, la presenza teorica di un servizio – da sola – non basta a garantire un contrasto efficace alla povertà educativa. Sul fenomeno dei minori che non leggono, incidono fattori culturali e sociali molto più profondi. Allo stesso tempo però come detto sopra una famiglia su 10 non ha a casa neanche un libro, e questo dato è praticamente costante da quasi un ventennio. Di fronte a questa evidenza, si pone il tema di garantire un’offerta pubblica adeguata, in questo caso a partire dalle biblioteche.


Purtroppo anche questo aspetto non è facile da monitorare. Dai dataset disponibili sappiamo che le biblioteche in Italia sono quasi 18 mila, ma ovviamente per i nostri scopi non tutte sono meritevoli di essere analizzate. Ad esempio, rispetto alle esigenze di un minore, è interessante verificare la presenza di biblioteche pubbliche, molto meno quella di biblioteche specialistiche o universitarie.

Stando ai numeri, quelle pubbliche (5.801) sommate a quelle classificate come “importanti non specializzate” (1.333), per lo più comunali e parrocchiali e dunque potenzialmente fruibili dai minori, sono poco più di un terzo e distribuite in modo non omogeneo rispetto alla popolazione dei potenziali lettori. Si va dalle 3,9 biblioteche per mille abitanti under 18 della Valle d’Aosta allo 0,82 della Sicilia e allo 0,56 del Lazio. Con punte di eccellenza in province come Vibo Valentia e Messina che si discostano dalle medie regionali arrivando ad offrire 2 biblioteche ogni 1000 giovani. Sono alcuni dei dati che emergono dall’ultimo rapporto di Fondazione Openpolis, che insieme all’impresa sociale “Con i bambini” cura l’osservatorio sulla povertà educativa, dedicato stavolta alla diffusione delle biblioteche in Italia. Secondo l’Istat il calo dei bambini che leggono è iniziato nell’ultimo decennio ed è sovrapponibile alla crisi economica e all’aumento della percentuale di famiglie in povertà assoluta.

In occasione della Giornata Mondiale del Libro (23 aprile), patrocinata dall’UNESCO e nata nel 1995, propongo una raccolta delle citazioni più belle sulla lettura.

“Il destino di molti uomini dipese dall’esserci o non esserci stata una biblioteca nella loro casa paterna.” (Edmondo De Amicis)

“Leggere è un’arte in via d’estinzione, e i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi. La lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare.” (Carlos Ruiz Zafón)

“Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.” (Tiziano Terzani)

“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” (Virginia Woolf)

“Un libro sogna. Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni.” (Ennio Flaiano)
“Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.” (Ugo Ojetti)

“I libri sono l’alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia.” (Marco Tullio Cicerone)

“galeotto fu il libro
e chi lo scrisse
quel giorno più non
vi leggemmo avante.”
(Divina Commedia canto V – Paolo e Francesca)

“Non ho mai avuto un dolore che un’ora di lettura non abbia dissipato” (Charles Montesquieu)
“Il tempo per leggere
come il tempo per amare
dilata il tempo per vivere.” (D. Pennac)
“Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza d’essere ancora felice.” (Jules Renard)

“I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito.” (Marguerite Yourcenar)
“Quanto più s’allarga la nostra conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe la cerchia degli uomini la cui compagnia ci è gradita.” (Ludwig Feuerbach)

“Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.” (Cicerone)

“I libri pesano tanto: eppure, chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole.” (Luigi Pirandello)

“Le parole sono segni neri che camminano sul bianco, sono formiche in fila che vanno pagina dopo pagina, verso un posto che nessuno conosce.” (Giorgio Faletti)

“Leggo per legittima difesa.” (Woody Allen)

“Noi conosciamo la verità non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore.” (Pascal)
“Col sapere cresce anche il dubbio.” (Goethe)

“Possiamo lamentarci perché le rose hanno le spine, oppure gioire perché le spine hanno le rose.” (A. Karr)

“Non ho giustificazioni per il modo errato di provare sentimenti. Per istinto altero la natura degli istinti. Senza volere, voglio in modo sbagliato.” (Fernando Pessoa)

“Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.” (Gandhi)


“L’arte non è il prodotto dell’angelo ma l’affermazione,
ogni volta la nuova scoperta,
che tutti gli uomini sono angeli.” (Toni Negri – Arte e Multitudo)

“Se vuoi capire
una persona
non ascoltare
le sue parole…
osserva
il suo comportamento.” (A.Einstein)

“Il pensiero è il vento
La conoscenza la vela
E l’uomo la nave.” (Augustus Hare)

“Il mondo non andrà mai avanti finché sarà così popolato d’una schiera di esseri non liberi.” (Natalia Ginzburg)

“Se ne vedono di cose in questo mondo. Confessa, lettore, che vale la pena viverci.” (José Saramago)

“O studianti, studiate le matematiche, e non edificate sanza fondamenti.” (Leonardo Da Vinci)

“Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve.” (Marco Tullio Cicerone)

Per concludere, della biblioteca apprezzo la quiete, la concentrazione nella lettura di chi la frequenta, le migliaia di volumi che occhieggiano dagli scaffali e che chiedono di essere letti.

“Ahahahahahahahahahahahahahahaha” ~ Risata stupida di utente di biblioteca demente che legge stronzate su Facebook invece di studiare.

“Sssssssssssssssssssssssssssssssssssssst!!!” ~ Frequentatori arrabbiati che cercano di reprimere risata stupida di demente che legge stronzate su Facebook invece di leggere.

Nessun commento

Lascia un commento