Passeggiata al laghetto e cascate dell’EUR con i “Sakura” (ciliegi giapponesi) in fiore


Il Parco Lago dell’EUR, conosciuto come Laghetto dell’EUR, è una moderna area verde a sud-ovest di Roma al cui interno si trova un bacino artificiale situato alla separazione delle carreggiate di via Cristoforo Colombo, nel quartiere dell’EUR. Il parco occupa una superficie di approssimativamente 160.000 m², più o meno equamente suddivisi tra l’area verde e il lago artificiale.


La location è molto apprezzata dai Romani che vi amano trascorrere la domenica, per passeggiare e fare attività sportive. Nei giorni lavorativi i bar e i ristoranti della zona sono presi d’assalto per l’aperitivo e per il pranzo vista la notevole concentrazione di uffici. Qui c’è anche la famosa gelateria Giolitti, una delle migliori a Roma in viale Oceania 90.

Nel laghetto si possono fare diverse attività anche con la canoa od affittare pedalò e barchette a vela; inoltre, in viale America 20 c’è la famosa Piscina delle Rose.
Il laghetto ha fatto da sfondo anche a diverse scene di film tra cui citiamo Buongiorno papà con Raul Bova, L’ultimo Bacio di Gabriele Muccino (la scena notturna) e Ti sposo ma non troppo di Gabriele Pignotta con Vanessa Incontrada.


Ed è così che si manifesta l’attenzione e l’interesse per il laghetto dell’EUR, vera e propria “Versailles moderna” meta sempre amata dai romani per praticare sport acquatici, per una sgambata d’allenamento o per una semplice passeggiata domenicale con la famiglia.


L’EUR è un quartiere moderno in direzione del mare, poco esplorato sotto l’aspetto turistico ma interessante come espressione dell’architettura e dell’urbanistica del ‘900, con una impronta classicista dei palazzi monumentali. Un quartiere che il regime fascista iniziò a costruire nel 1936 per celebrare il proprio ventennio con una esposizione universale (l’acronimo EUR sta per Esposizione Universale Roma).

I lavori furono interrotti nel 1943 a causa della guerra, poi ripresi negli anni ’50 e terminati infine per le Olimpiadi di Roma del 1960. La sua collocazione nasce dalle intenzioni degli urbanisti dell’epoca per una espansione di Roma prevalentemente verso il mare.
E’ un quartiere con molti uffici, ministeri, musei e strutture sportive. E’ stato il primo ad essere collegato col centro di Roma tramite metro linea B.


Il laghetto artificiale che sorge al suo interno è chiuso sui due lati più corti, a nord-ovest da viale Umberto Tupini e il palazzo della banca UniCredit (già quartier generale del Banco di Roma) e a sud-est dal palazzo della direzione generale dell’ENI (1959-62); sul lato verso il mare il laghetto è sovrastato dalla collina sulla cui sommità sorge il Palazzo dello Sport (1958-60), opera di Pier Luigi Nervi e Marcello Piacentini, lungo l’asse ottico di via Cristoforo Colombo, e alla cui base sorgono le cascate che fanno da quinta prospettica al Palazzo.


Il progetto dell’EUR 42 – l’Esposizione universale in programma per il 1942 ma che non fu mai realizzata – prevedeva fin dal 1937 un’area adibita a parco allo sdoppiamento delle carreggiate della Via Imperiale (oggi via Cristoforo Colombo). Sovrastante tale area, avrebbe dovuto sorgere il cosiddetto Palazzo dell’Acqua e della Luce (mai edificato, e sulla cui area fu invece costruito il Palazzo dello Sport in vista dei giochi della XVII Olimpiade assegnati a Roma).


Il progetto – che oltre al parco prevedeva anche un acquario – vide coinvolti gli architetti Raffaele De Vico e Marcello Piacentini; tale area, in cui era fin da allora previsto un bacino artificiale sebbene non nella conformazione attuale, si inseriva in un progetto più ampio che consisteva nella creazione di otto parchi nel nuovo quartiere. Il corpo forestale dello Stato fu il soggetto tecnico incaricato dell’imboschimento e del piano esecutivo ad esso collegato. Il gruppo di lavoro esecutivo, sotto la consulenza di De Vico, si costituì nel 1939, ma l’ingresso dell’Italia in guerra e la caduta del fascismo nel 1943 fermarono i lavori.


Fu, ancora, De Vico nel dopoguerra a seguire il progetto, di concerto con l’ingegnere Giorgio Biuso, direttore dei servizi di architettura e urbanistica dell’Ente EUR e responsabile della parte idraulica e strutturale. La soluzione adottata fu un bacino artificiale di circa un chilometro di lunghezza, ortogonale all’asse del tracciato della via Imperiale, arteria concepita per collegare Roma al Lido e che nel dopoguerra fu realizzata con il nome di via Cristoforo Colombo.


In particolare, la vista prospettica lungo l’asse di via Cristoforo Colombo con le spalle alla città mostra il Palazzo dello Sport che sovrasta una cascata, tributaria del lago, e una serie di fontane e cascate laterali più piccole. Tali opere, che furono sottoposte a una prima ristrutturazione nel 2003 e un’altra più approfondita a fine decennio, hanno il duplice scopo di garantire il necessario apporto di ossigeno all’ecosistema costituito dal laghetto, nonché, in connessione con il sistema idrico del quartiere facente capo al serbatoio conosciuto come il Fungo, assicurare l’approvvigionamento d’acqua agli impianti antincendio dei manufatti limitrofi e a quelli di innaffiamento del parco.

La strada pedonale e ciclabile che attraversa il parco si chiama Passeggiata del Giappone in onore di tale Paese il cui allora primo ministro, Nobusuke Kishi, in visita ufficiale in Italia nel luglio 1959, donò a Roma a nome del proprio governo 2.500 sakura (prunus serrulata), ciliegi giapponesi da fiore, molti dei quali piantati proprio nel parco dell’EUR. Il breve periodo in cui i ciliegi fioriscono rende questi fiori un simbolo di fragilità, di rinascita e di bellezza, ma anche di purezza, lealtà e onestà.


Il toponimo “Giappone” non fu di nuova istituzione a Roma: Via Giappone fu il nome dell’odierna Via Panama, nel Quartiere Parioli, tra il 1942 ed il 1945: dopo la liberazione di Roma da parte delle truppe alleate, si decise di cambiare questo nome, visto il diverso atteggiamento nei confronti del Paese del Sol Levante, considerato non più un alleato ma un nemico.


Nel 1959, però, tornata l’amicizia tra i due Paesi, Roma dedicò nuovamente una strada al Giappone.
Al riguardo, è invalsa da qualche anno l’abitudine di celebrare anche a Roma un’usanza tipicamente nipponica, l’hanami (che letteralmente significa “ammirare i fiori per pochi giorni”), che avviene nel periodo di fioritura dei sakura (metà marzo – inizio aprile) e consiste nel passeggiare sotto tali alberi e sovente consumare un picnic all’ombra degli stessi; non manca chi celebra l’hanami vestendo il kimono, abito tradizionale del Giappone.

Con l’inizio della primavera, i giapponesi celebrano nei parchi la festa dell’Hanami, che letteralmente significa “contemplazione dei fiori”, in cui si riuniscono sotto gli alberi di ciliegio, spesso consumando un picnic.Questa usanza può avvenire anche di notte, con il nome di Yozakura, “notte del Ciliegio”.

Utagawa Hiroshige (Edo, 1797–Edo, 1858), il samurai pentito che preferì il pennello alla katana, tra i più celebri artisti del Mondo Fluttuante (ukiyoe), fu un maestro capace di portare il paesaggio e la natura al centro della scena. Ed è tra le sue silografie policrome, tra i suoi paesaggi che trionfano i sakura fioriti, la festa dell’Hanami, la festa Yozakura .

Di conseguenza, a Roma la Passeggiata del Giappone è il luogo di riferimento dei Giapponesi e degli Italiani che vogliono celebrare l’hanami.
Ecco i boccioli farsi largo dopo il letargo invernale che quest’anno è stato particolarmente duro proprio alla fine della stagione. A inizio primavera infatti intorno al Laghetto dell’Eur numerose persone si ritrovano nel parco e sotto gli alberi di Ciliegio: tra di essi vi sono anche numerosi cosplayers, ovvero coloro che amano travestirsi da personaggi dei manga e dei cartoni animati Giapponesi, e numerose persone che con l’occasione decidono di indossare il kimono, l’abito tipico Giapponese, come è tradizione durante l’hanami.


L’Hanami di Roma mette in pratica anche uno dei principi della fratellanza tra popoli della festa stessa, sintetizzati nell’haiku del poeta Giapponese Kobayashi Issa (1763 – 1828): “Sotto gli alberi di Ciliegio nessuno è straniero”.
Si viene così a formare una specie di comunità legata al piacere di ritrovarsi sotto i rami di questi alberi. Esiste anche una pagina Facebook dedicata (www.facebook.com/hanamiromalagodelleur/info) in cui chi vuole può postare foto sui Sakura capitolini dell’EUR e informare gli altri flower addict sullo stadio della fioritura. Una vera e propria rete di servizio. Al servizio delle emozioni urbane.


Proprio di fronte alla passeggiata del Giappone, sulla sponda opposta del laghetto, è in corso la realizzazione dell’originario progetto dell’acquario partita nel 2011, con l’inizio dei lavori per la costruzione del Mediterraneum a cura di EUR Spa. La struttura, che sorge lungo il bordo settentrionale del lago, ha una superficie di circa 14.000 m²; inizialmente prevista per giugno 2012, l’apertura è stata rinviata di un anno per problemi tecnici; a tutt’oggi 2018 l’impianto non è ancora disponibile al pubblico.

Sempre lungo il bordo settentrionale del parco, in viale America, si trovano due fermate della linea B della metropolitana di Roma: EUR Palasport (originariamente EUR Marconi), alla destra di via Cristoforo Colombo, ed EUR Fermi alla sinistra della stessa strada; le due stazioni distano meno di 200 metri tra di esse ed entrarono entrambe in esercizio il 9 febbraio 1955, giorno dell’inaugurazione del primo tratto di metropolitana a Roma.

Zampilla di nuovo l’acqua nel Giardino delle Cascate sempre sulle sponde del laghetto dell’Eur. Esempio di moderno giardino di paesaggio – una rarità a Roma, che ne ha molti ma non moderni – è stato realizzato nel 1961 su disegno del grande Raffaele De Vico. Presto chiuso e usato solo, sporadicamente, come set cinematografico, è stato riaperto al pubblico dopo un attento lavoro di restyling, a 56 anni dall’inaugurazione.

“Il Giardino delle Cascate”, afferma l’architetto Franco Zagari, autore di alcuni essenziali “complementi” all’opera, “è forse il giardino moderno italiano più interessante della seconda metà del Novecento”.

Un armonioso intreccio di salti e getti d’acqua, scogliere, pietre naturali, piante di diverse specie (cliccami qui). Il tutto con un impianto progettuale che s’iscrive nella tradizione italiana, dunque caratterizzato da simmetrica e “classica” regolarità. La sua funzione non è meramente estetica: con i suoi movimenti d’acqua contribuisce all’ossigenazione delle acque del lago.

Nato come compimento di un maestoso ingresso monumentale verso il quartiere Eur, la moderna area verde è tra i più originali esempi di progettazione paesaggistica mai creati a Roma, una insolita scelta come sopra detto del suo curatore, Raffaele de Vico, che aveva tutto l’onere di riqualificare l’EUR dopo anni di oblio e abbandono. Approfittando dell’imminente e mediatico evento delle Olimpiadi romane del 1960, che avrebbe di lì a poco interessato soprattutto la zona dell’EUR, l’architetto del Giardino delle cascate, mantenendo viva la fermezza dell’assialità che caratterizzava il più anziano impianto urbanistico, progetta un trionfo di zampilli, cascate e vivaci giochi d’acqua.

Il lento e dolce degradare dei rivoli d’acqua verso il lago artificiale più famoso della città, aveva oltretutto il compito di magnificare quello che sarebbe diventato l’impianto architettonico coevo più noto dell’epoca, capolavoro in curtain wall di Pierluigi Nervi, il Palazzo dello Sport, che a sua volta, come un grande cappello, corona in maniera solenne l’orizzonte urbano del sud romano.

La riapertura al pubblico (tutti i giorni dalle 7 alle 20) arriva dopo la riparazione del ponte Hashi (che vuol dire “ponte” in giapponese) di Zagari, la cui pavimentazione vetrata era stata danneggiata da vandali: il ponte pedonale che passa sulla cascata centrale, connettendo le diverse sponde e facendo del giardino un tutt’uno con l’assieme del lago artificiale e delle sue frequentatissime passeggiate (come quella detta “giapponese”).

Arrivederci all’Hanami della prossima primavera.

1 Comment so far

  1. Nice Article on ottobre 20th, 2018

    Very intersting points yoᥙ have mentioned , tһanks for posting .
    “Opportunities are seldom labeled.” ƅy
    John H. Shield. https://zw.pl/

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