Scade oggi l’ultimatum per Cicala e la moglie


Al Qaida per il Maghreb islamico ha messo in linea un messaggio audio dell’ostaggio italiano Sergio Cicala originario di Palermo. Si sente la voce dell’ostaggio e tramite lui Al Qaida chiede al governo di Silvio Berlusconi di rispondere alle sue richieste per salvargli la vita.
Il 6 febbraio scorso il braccio maghrebino di al Qaida (Aqmi) aveva fissato al 1° marzo l’ultimatum all’Italia per il rilascio di Sergio Cicala rapito con la moglie, Philomene Pwelgna Kaborè, il 17 dicembre scorso nel deserto della Mauritania al confine con il Mali.  
Sergio Cicala, 65 anni, abita con la sua seconda moglie, l’africana naturalizzata italiana Philomen Kabouree, 39 anni, e la figlia Alexia, avuta dal primo matrimonio con una insegnante di lettere di Caltanissetta in una villetta di Carini, vicino Palermo.  “Erano partiti – dice Alexia – per trascorrere il Natale col figlio dodicenne della moglie di mio padre in Burkina Faso”.  Il messaggio audio di Sergio Cicala è intitolato “Appello dell’ostaggio italiano al governo di Berlusconi”. Dura poco più di un minuto ed è accompagnato da un’immagine fissa in cui si mostra un uomo presentato come Sergio Cicala, inginocchiato e guardato a vista da sei uomini incappucciati e armati.

Messaggio: “La libertà mia e di mia moglie dipende dalle concessioni che il governo è disposto a fare. Quindi io spero che al più presto il governo si interessi alla nostra situazione e, di conseguenza, alle nostre vite. Attendiamo con speranza che questa situazione si concluda quanto prima, naturalmente nel miglior modo possibile, con il rilascio mio e di mia moglie. Il premier Silvio Berlusconi è noto per la sua generosità. Spero che possa aiutare me e mia moglie”.
Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva parlato al telefono con il presidente del Mali, Amadou Toumani Toourè, e si era detto “fiducioso” sul lavoro di “un mediatore del Mali”.
Cicala, appello per la libertà

Aggiornamento al 16 aprile 2010
Rilasciati in Mali i coniugi Cicala
Scortati da autorità locali e da personale italiano, sono in viaggio verso l’ambasciata a Bamako
«Stanno bene, sono stati recuperati da una pattuglia dell’esercito e ora sono in una zona di sicurezza», hanno spiegato fonti ufficiali del governatorato di Gao, nel nord del Mali. Le autorità maliane hanno atteso che gli ostaggi avessero lasciato la zona pericolosa prima di annunciare la loro liberazione.
Boniver – Soltanto tre giorni fa, l’inviata speciale del ministro degli Esteri, Margherita Boniver, intervenuta a Canale 5 aveva detto di essersi recata su indicazione del ministro Frattini nella capitale del Burkina Faso. «Nei lunghi colloqui con il presidente e i ministri ho trovato una collaborazione totale. Sono passati più di tre mesi dal rapimento, ma non viene lasciato nulla di intentato per ottenere la loro liberazione».

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