Piazza Fontana, 40 anni dopo

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Il 12 dicembre 2009 ricorre il 40° anniversario della strage di piazza Fontana. Di questa storia, oggi non esiste ancora una narrazione consolidata e condivisa, così come non esiste per tantissime altre pagine dolorose della storia del nostro Paese che, purtroppo, è stato segnato da fenomeni eversivi di diversa matrice. Di questo passato tragico, esistono memorie divise e in conflitto tra loro.
La strage di Piazza Fontana fu conseguenza di un grave attentato terroristico avvenuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano, quando, alle 16:37, una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, provocando la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto. Per la sua gravità e rilevanza politica, tale strage ha assunto un rilievo storico primario venendo convenzionalmente indicata quale primo atto della “Strategia della Tensione”: tra il 1968 e il 1974, infatti,  verranno compiuti ben 140 attentati. Una seconda bomba fu rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, furono fatti i rilievi previsti, e successivamente fu fatta brillare distruggendo in tal modo elementi probatori di possibile importanza per risalire all’origine dell’esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni (a spiegazione per tale brillamento è stata addotta una direttiva generale emanata per risparmiare la vita degli agenti, dopo che a Verona erano morti due agenti di pubblica sicurezza spostando una valigia contenente esplosivo (Commissione Stragi, seduta n.73 di mercoledì 5 luglio 2000). Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collegava l’entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro, facendo tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, facendo quattro feriti. Si contarono dunque cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, concentrati, tra il primo e l’ultimo, in un lasso di tempo di soli 53 minuti.
12 dicembre 1969 – Strage di Piazza Fontana

Le indagini vennero orientate inizialmente nei confronti di tutti i gruppi in cui potevano esserci possibili estremisti, furono fermate per accertamenti circa 80 persone, in particolare degli anarchici del Circolo anarchico 22 marzo.
Il 12 dicembre l’anarchico Giuseppe Pinelli, viene fermato e interrogato a lungo in Questura ed il 15 dicembre, dopo tre giorni di interrogatori, Pinelli precipita dal quarto piano della questura milanese e muore. L’inchiesta giudiziaria, coordinata dal sostituto Procuratore Gerardo D’Ambrosio, individuò la causa della morte in un “malore attivo”, in seguito al quale l’uomo sarebbe caduto da solo, sporgendosi troppo dalla ringhiera del balcone della stanza: fu accertato che il commissario Calabresi non era nella stanza al momento della caduta.
La ballata del Pinelli

Il 16 dicembre viene arrestato anche un altro anarchico, Pietro Valpreda, indicato dal tassista Rolandi come l’uomo che era sceso quel pomeriggio dal suo taxi in piazza Fontana recando con sé una grossa valigia: il giorno dopo il Corriere della sera titolò che “il mostro” era stato catturato, e il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat indirizzò un assai discusso messaggio di congratulazioni al questore di Milano Guida avvalorando implicitamente la pista da lui seguita.
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Lo stesso PCI pare fosse convinto che l’attentato fosse stato opera degli anarchici; lo ricorderà Bettino Craxi nel 1993, sostenendo che il principale teste d’accusa contro Valpreda, il tassista Rolandi, era iscritto al partito e questo avvalorò la sua deposizione tra molti esponenti del PCI.
12 dicembre 1969

Le indagini e i processi (sette) si susseguiranno nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e di destra; tuttavia alla fine tutti gli accusati saranno sempre assolti in sede giudiziaria. Alcuni esponenti dei servizi segreti verranno condannati per depistaggi.
Piazza fontana

Il 3 maggio 2005, dopo un iter giudiziario infinito,  sono stati assolti definitivamente gli ultimi indagati: la seconda sezione penale della Cassazione conferma il verdetto di assoluzione, già emesso dalla Corte d’assise d’appello di Milano, a favore di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. Dopo 36 anni, Piazza Fontana non ha colpevoli, però una condanna c’è: quella inflitta ai parenti delle vittime, e alle istituzioni che con loro si sono costituite parte civile, di pagare le spesse processuali. Attualmente non vi è alcun procedimento giudiziario aperto. Il 16 dicembre 1969 si celebrarono i solenni funerali delle vittime della strage di Piazza Fontana in una piazza Duomo gremita. La giornata era buia, fredda e c’era anche la nebbia. Tutta quella gente, quel giorno, in quella piazza, gente comune, lavoratori, casalinghe, studenti, chiesero giustizia per quell’orrore inaudito che riportava la mente ai giorni della guerra. Quella domanda, dopo 36 anni, è stata definitivamente archiviata, insieme ai 17 morti + 1 (Giuseppe Pinelli) e agli 88 feriti della strage di Piazza Fontana.
Dopo 40 anni, la morte di Pinelli è ancora oggetto di discussione, sebbene la Magistratura si sia pronunciata in modo univoco, nel senso della morte accidentale dell’anarchico.
CANTATA PER I CADUTI DI PIAZZA FONTANA

Per approfondimenti cliccare qui
Sito web ufficiale del libro di Fortunato Zinni “Piazza Fontana: nessuno è Stato” cliccare qui
Video e documentari su Piazza Fontana, dal sito arcoiris.tv cliccare qui

2 Comments so far

  1. lavoristi on dicembre 8th, 2009

    Ciao, mi chiamo Guido Mastrobuono e sono un cacciatore di articoli per un concorso che si chiama “Concorso Permanente di Parole ed Immagini” e mette a confronto articoli che stimolino una discussione in ambito folisofico, sociale o politico (vedi l’indirizzo http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole ).

    A mio avviso, questo articolo arricchirebbe il nostro concorso e volevo suggerirti di inserirlo.

    Il concorso, in realtà, è una scusa per convincere la gente a metterci a disposizione spunti per la discussione. Noi poi ne parliamo e ci creiamo un’idea nostra sui più svariati argomenti.
    Infatti, la concorrenza tra autori non è una cosa che ci appartiene: noi creiamo nella collaborazione. E dal confronto con gli altri, noi aumentiamo il nostro sapere.
    Comunque la pubblicazione offerta in premio ai vincenti è vera ed effettiva.

    Se lo vorrai, potrai tranquillamente inserire, al piede degli articoli un link al tuo blog cosa che lo renderà più noto e facilmente raggiungibile.

    Un saluto

    Guido Mastrobuono

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